Dove siamo

E a una svolta della strada, a Tortima, un miracolo d’amore: la dolce pianura vicentina solcata dal nastro argenteo del Brenta era sotto i nostri occhi, fresca, dorata, giovine nel sole appena appena velata di caligine nel fondo, che la faceva apparire come trepida di una bellezza nascente. Era l’immagine viva della nostra resistenza, il volto stesso della Patria salvata. Io guardavo la gioia del miracolo negli occhi attoniti dei soldati per vederla moltiplicata d’anima e d’incanto.Arturo Stanghellini


Tortima, (pronuncia Tòrtima), dall’antico alto tedesco Tor “porta”, “valico”, “passaggio”, si trova collocata su un’apertura di alcuni monti digradanti l’estrema propaggine meridionale dell’altopiano dei Sette Comuni, su di un terrazzo naturale dominante la pianura padano-veneta. Frazione del Comune di ConcoVicenza -, è collocata ad un’altitudine di 765 metri s.l.m., ed è contornata da una serie di piccole contrade (le c.d. “contrade davanti”), le più meridionali del territorio comunale, divise tra loro da una serie di alture e di valli. Oltre a godere di un invidiabile panorama (nelle giornate terse e ventose la visuale si apre per centinaia di chilometri), Tortima è una località immersa nel verde e baciata dal sole, caratteristica quest’ultima dovuta alla particolare esposizione dei suoi versanti, interamente ricoperti di vegetazione nella parte più bassa (gli Spiaggi, dialettale Spiadi), segnatamente orno-ostrieti; mentre la parte più alta vede il bosco – quivi più ricco di specie afferenti al piceo-faggeto, quali appunto faggio ed abete rosso – inframezzato da prati e pascoli (non rare le siepi e i muretti a secco che un tempo servivano a delimitare le proprietà e a rendere più pianeggianti e coltivabili i ripidi pendii).

Oltre ad un’alta ricchezza dal punto di vista vegetazionale (la zona è classificata nella carta regionale dei tipi forestali col più elevato pregio floristico dell’intero altopiano), nel comprensorio è presente anche un’abbondante fauna selvatica: sono presenti infatti diverse specie di ungulati (capriolo, muflone, cinghiale, cervo e camoscio), mustelidi come la martora, la faina ed il tasso e tutte quelle specie appartenenti alla fauna di montagna. L’area è inoltre particolarmente interessante per l’osservazione dell’avifauna, trovandosi in una zona molto sfruttata dai rapaci (nibbi, falchi, aquile, bianconi, poiane…) per la formazione di correnti termiche ascensionali, è inoltre un tragitto seguito dalle rotte migratorie di diverse specie di uccelli (come le gru e i falchi pecchiaioli che si possono osservare a centinaia sopra i cieli di Tortima nei viaggi pre e post nuziali) che usano la linea delle Prealpi come punto di riferimento.

 

Come Arrivare

Tortima si trova sul versante sud dell’Altopiano dei Sette Comuni, ed è posta ai confini amministrativi dei comuni di Conco e di Marostica. La provinciale Della Fratellanza, che collega Bassano del Grappa con Asiago, passa proprio per il centro del paese, ma vi si può arrivare agevolmente anche da Marostica, seguendo la provinciale del Rameston, ed una volta giunti a Fontanelle basta piegare a destra in direzione Bassano (Tortima dista da Fontanelle solo poche centinaia di metri). Altre possibilità di raggiungere il paese, sono la provinciale che da Breganze sale a Lusiana, una volta giunti nel paese lusianese basta proseguire per il vicino paese di Conco oppure anche per la frazione di Santa Caterina (abitato posto nella valle che segna il confine fisico tra i due Comuni sopraccitati). Ovviamente Tortima può essere raggiunta anche dalle altre strade che salgono sull’Altopiano di Asiago, quasi tutte convergenti verso la città di Asiago, e da qui si deve poi proseguire seguendo le indicazioni per Conco prima e per Bassano poi. Infine, chi volesse giungervi a piedi attraversando un suggestivo ed antico sentiero, può percorrere la “strada del sette“, che partendo da Vallonara di Marostica arriva esattamente a Tortima.



La citazione nell’incipit di questo paragrafo è tratta dal volume di Arturo Stanghellini, tenente della Brigata Pinerolo,
Introduzione alla vita mediocre. Dal 1916 al dopoguerra passando per Caporetto, 1920.