Dove siamo

We went through a number of little Alpine village, Crosara, Tortima, Fontanelle, Rubbio. We had soon risen more than three thousand feet above the plain, which lay far beneath, spread out gloriously like a richly coloured carpet, green, white and brown, through which ran two broad, twisting, silver threads, the rivers Brenta and Astico. […] Snow lay thick on the higher levels and the pine and fir trees were all snow-crowned. Sometimes the road ran along the edge of rocky gorges, dropping sheer for hundreds of feet below, with a great mountain wall on the other hand rising sheer above us. The air grew perceptibly colder as we mounted higher…Hugh Dalton


Tortima, (pronuncia Tòrtima), dall’antico alto tedesco Tor “porta”, “valico”, “passaggio”, si trova collocata su un’apertura di alcuni monti digradanti l’estrema propaggine meridionale dell’Altopiano dei Sette Comuni (noto anche come Altopiano di Asiago), su di un terrazzo naturale dominante la pianura padano-veneta. Frazione del Comune di ConcoVicenza -, è collocata ad un’altitudine di 765 metri s.l.m., ed è contornata dai monti Coldo (dal cimbro Holdo “spirito maligno” – con riferimento al colle come sua sede – ) e Zanchi. Oltre a godere di un’invidiabile panorama (nelle giornate terse e ventose sono visibili gli Appennini, nonchè le montagne istriane), Tortima è una località immersa nel verde e baciata dal sole, caratteristica quest’ultima dovuta alla particolare esposizione dei suoi versanti, interamente ricoperti di vegetazione nella parte più bassa (gli Spiaggi, dialettale Spiadi), segnatamente orno-ostrieti; mentre la parte più alta vede il bosco – quivi più ricco di specie afferenti al piceo-faggeto, quali appunto faggio ed abete rosso – inframezzato da prati e pascoli (non rare le siepi e i muretti a secco che un tempo servivano a delimitare le proprietà e a rendere più pianeggianti e coltivabili i ripidi pendii).

Oltre ad un’alta ricchezza dal punto di vista vegetazionale (la zona è classificata col più elevato pregio floristico dell’intero Altopiano), nel comprensorio è presente anche un’abbondante fauna selvatica: sono presenti infatti diverse specie di ungulati (quali il capriolo, il muflone, il cinghiale, il cervo ed il camoscio), mustelidi come la martora, la faina ed il tasso e tutte quelle specie appartenenti alla fauna di montagna. L’area è inoltre ricca di avifauna, trovandosi in una zona molto sfruttata dai rapaci (nibbi, falchi, aquile, bianconi, poiane…) per la formazione di correnti termiche ascensionali, è inoltre un tragitto seguito dalle rotte migratorie di diverse specie di uccelli (come le gru) che usano la linea delle Prealpi come punto di riferimento.

Anche la frazione di Tortima e i suoi abitanti hanno vissuto in prima persona la Grande Guerra, evento che ha segnato profondamente tutta la montagna vicentina e l’acrocoro altopianese in particolare, come pur anche la seconda guerra mondiale, tanto che ancor oggi rimangono visibili sul territorio i segni di quegli eventi: proprio lungo le contrade davanti, nel maggio del 1916, durante l’Offensiva di Primavera scaturita dagli imperiali, era stata progettata l’ultima linea difensiva italiana (che partiva dal Monte Campolongo e terminava a Laverda) nel timore che gli austro-ungarici potessero arrivare fino alla pianura: ancor oggi sono visitabili a Tortima numerose gallerie passanti costruite direttamente nella roccia. Si deve poi alla guerra la costruzione di numerose arterie stradali, come le strade che portano a Bassano e a Rubbio o la stessa strada che collega le contrade Tortima e Busa. Una strada progettata dal Genio inglese doveva inoltre collegare Tortima a Crosara, ma non venne mai costruita per la fine della guerra. Anche una teleferica collegava inoltre Tortima con le vallate del marosticense (Valle S. Floriano e Vallonara). A Tortima per un certo periodo (dal 9 novembre al 22 dicembre 1917 e poi dall’8 al 25 gennaio 1918) fu accantonata pure la leggendaria Brigata Sassari, periodo durante il quale il capitano del 151° Reggimento, Eugenio Niccolai, che morirà solo una settimana dopo aver lasciato le nostre contrade, sul Col del Rosso, si fidanzò con una ragazza del posto (Amabile Crestani) che poi per anni conservò proprio a Tortima il cippo a forma di stella contenente la foto del capitano quando la salma dello stesso – insignito in seguito di medaglia d’oro al valor militare – venne traslata da Fontanelle a Macerata (suo paese d’origine) nel 1924. Nel 2008, dopo la morte di Amabile, il cippo da Tortima è stato donato al museo “Battaglia dei Tre Monti” di Sasso di Asiago. Alcune lapidi invece ricordano i tragici fatti dei periodi bellici: nel 1915 numerosi paesani perirono a causa di una slavina mentre stavano lavorando per l’esercito italiano nei pressi di malga Pusterle, sotto i contrafforti del monte Verena. Durante la seconda guerra invece, nei pressi di Tortima si instaurarono le prime formazioni partigiane dell’Altopiano, proprio a Tortima arrivò il maggiore britannico John Providence Wilkinson accompagnato dai partigiani locali per studiare le posizioni nemiche, poco dopo si scatenò la rappresaglia nazi-fascista contro i partigiani altopianesi: il 5 settembre 1944 salirono colonne di militari tedeschi da Bassano e in contrà Alto incendiarono una casa e requisirono 6 vacche, il giorno dopo (quando partì il grande rastrellamento sul Bosco Nero) i fascisti uccisero a Tortima un ragazzo di contrà Berti mentre arrestarono il fratello e diedero fuoco alla loro abitazione. I deportati in Germania delle contrade davanti di cui si ha notizia, furono 17. Nel 1948 al Comune di Conco venne concessa la Croce di Guerra al Valor Militare per i numerosi rastrellamenti e le rappresaglie subite dalla sua popolazione che lottava per la Liberazione.

Oggi, dopo il forte spopolamento della montagna avvenuto durante il periodo del boom economico italiano, al quale va aggiunta l’intensa emigrazione avvenuta nei primi decenni del secolo scorso, Tortima e le piccole contrade che vi gravitano attorno contano non più di centocinquanta abitanti (nei primi decenni del ‘900 si contavano oltre 600 persone), molti dei quali hanno legami con parenti emigrati in mezzo mondo, in Francia, Belgio ed Oceania in particolare.

 

Come Arrivare

Tortima si trova sul versante sud dell’Altopiano dei Sette Comuni, ed è posta ai confini amministrativi dei comuni di Conco e di Marostica. La provinciale Della Fratellanza, che collega Bassano del Grappa con Asiago, passa proprio per il centro del paese, ma vi si può arrivare agevolmente anche da Marostica, seguendo la provinciale del Rameston, ed una volta giunti a Fontanelle basta piegare a destra in direzione Bassano (Tortima dista da Fontanelle solo poche centinaia di metri). Altre possibilità di raggiungere il paese, sono la provinciale che da Breganze sale a Lusiana, una volta giunti nel paese lusianese basta proseguire per il vicino paese di Conco oppure anche per la frazione di Santa Caterina (abitato posto nella valle che segna il confine fisico tra i due Comuni sopraccitati). Ovviamente Tortima può essere raggiunta anche dalle altre strade che salgono sull’Altopiano di Asiago, quasi tutte convergenti verso la città di Asiago, e da qui si deve poi proseguire seguendo le indicazioni per Conco prima e per Bassano poi. Infine, chi volesse giungervi a piedi attraversando un suggestivo ed antico sentiero, può percorrere la “strada dei sette“, che partendo da Vallonara di Marostica arriva esattamente a Tortima.



La citazione nell’incipit di questo paragrafo è tratta dal volume di Hugh Dalton, luogotenente della Royal Garrison Artillery,
With British guns in Italy: a tribute to Italian achievement, Londra, 1919.