Toponomastica

Anche Tortima, come tutto il territorio della Spettabile Reggenza dei Sette Comuni (la più antica federazione del mondo) cui il paese apparteneva, è una località che è stata interessata dall’insediamento cimbro (un popolo di origini nordiche e di lingua tedesca). Riprova di ciò è l’etimologia di molti luoghi, nonché di parole in uso nel dialetto locale (per es. loch – voragine -, laite – pendio – sono parole in uso nel linguaggio comune e nella lingua tedesca; analogamente il termine Tanna, che sia da noi che in alcune zone della Svezia – lo svedese è una lingua appartenente alle lingue germaniche settentrionali – è la parola usata per indicare l’abete bianco, e così via). Nel corso dei secoli tuttavia, questo idioma ha subito una forte regressione a favore della lingua veneta, ciò nonostante le vestigia di tale lingua permangono ancora nella toponomastica di tutto il comprensorio.

In questa pagina vengono elencati alcuni toponimi della zona e una loro interpretazione (le fonti bibliografiche sono elencate in calce) siano essi di origine cimbra o veneto-latina. N.B.: a volte, a nostro giudizio, l’interpretazione di alcuni toponimi è frutto di grande fantasia dell’autore che in alcuni casi inoltre, nel corso degli anni, ha interpretato il significato di alcuni luoghi in maniera completamente diversa dalla precedente pubblicazione. Per maggior chiarezza vengono qui elencati tutti i significati più plausibili indicando quasi sempre le diverse interpretazioni.


TOPONIMI:

ALTO: monte che dà il nome alla sottostante contrada, evidentemente la sua origine lessicale è dovuta alla sua particolare collocazione, sovrastante l’abitato di Crosara e le vallate di Gomarolo e Laverda. Non a caso in alcune mappe dell’800 si trova la denominazione di “contrada Alta”. Forse per un errore (la carta fu redatta da un austriaco) nella Kriegskarte del 1798-1805, viene invece indicata con il nome di “Felealta”.

ANDÉCHELE: terreno ripido e coperto di arbusti presso Tortima. In origine il nome era Hanteg-Eckele (Hantèchele), che in cimbro significa “costa arida”.

BIELLI: si usa anche la forma Bili. Dal medio alto tedesco “becco”, “punta”, anche in questo caso per la sua posizione quasi cacuminale sul monte Zanchi, oppure dal cimbro Bille: “selvatico” (forse a indicare il carattere chiuso e riservato dei primi abitanti). Per quanto concerne le variazioni del toponimo nel tempo, sulla mappa realizzata dal pubblico perito Merlago del 1794 troviamo il nome di Biedi, sulla Kriegskarte realizzata solo qualche anno dopo, il nome Pieli (forse mal interpretato dal tenente austriaco incaricato di realizzare la carta), infine, sulle successive mappe del catasto napoleonico ed austriaco, si trova invece il termine Bieli.

BILANA: prato ripido sotto la contrada Boffi. Dal cimbro Bei-Löna, che significa prato “vicino alla slavina”, forse in riferimento ad un evento nevoso del passato.

BOFFI: dall’antico alto tedesco Wolf, cimbro Bolf: “Lupo”. Conferme si hanno nel Pian delle Fugazze (Buffelon, “declivio del Lupo”) ed in Vallarsa (Boffetal, “Valle del Lupo”).

BUSA: il suo nome deriva dalla particolare collocazione: un “avvallamento” tra le dorsali dell’omonimo monte e del monte Coldo. Anticamente (sino ai primi dell’800) il suo nome era Poli (come lo era la frazione Gomarolo, da cui gli abitanti hanno origine). Poli rappresentava infatti uno dei tanti casi in cui sull’Altopiano il cognome più diffuso dà il nome alla contrada.

BUSTE: colle presso la contrada Busa. Deve forse il suo nome al termine latino Bustum, “bruciato”, “arido”, anche se attualmente la zona in questione è piuttosto umida per la presenza di ricca vegetazione.

CARNEVALE: pascolo acclive sito tra il monte Busa e la località Buste. Forse da Car-Navale, “Car” in cimbro significa “al” (preposizione di moto a luogo) e “Navale” in latino corrisponde a “riva”, quindi: “verso la riva”.

CASARA: prati-pascoli tra le contrade Alto e Busa, ora parzialmente invasi dal bosco. Sino all’ultima guerra erano sfruttati da una malga (casara, già presente nelle mappe di fine ‘700 ma ora scomparsa), donde il nome del luogo.

CASTELON: località a monte di Tortima, chiamata oggi Castelon ma che nel medioevo era denominata Roca Trissa, a significare la presenza di un torrione (roca: rocca) che incuteva timore (trissa).

COLDO: nome del monte posto a Nord delle contrade Busa e Tortima. Probabilmente, dall’antico alto tedesco Holdo, “spirito maligno”, con riferimento al colle come sua sede (in merito vi sono alcune leggende locali, come quella del “sanguinello”, tipica figura mitologica della zona). Un’altra possibile interpretazione del toponimo è data dal termine cimbro Ca-Holdar, “luogo ove crescono i sambuchi”.

GATTO (VAL DEL GATTO): la valle che, partendo da Fontanelle, raggiunge contrà Turchia, presso Gomarolo. Quasi sicuramente l’etimo indicava la presenza nella valle del Gatto selvatico.

GRÒBOLE: (in origine era Grùbele), prato presso la contrada Bielli. È la forma diminutiva del cimbro Gruba, che significa fossa, scavo, e quindi “piccola fossa”.

NASA: nome di un prato presso l’abitato di Bielli. Forse dall’antico alto tedesco Nasa, italiano “naso”, probabilmente per la forma del colle.

POZZA GRANDA: ampia conca tra le contrade Busa e Trotti, nome che sta ad indicare il grande avvallamento e non la presenza di una grande pozza (una pozza d’alpeggio è ancora presente, ma, adesso come un tempo, si tratta di uno stagno di modeste dimensioni).

PISARECHE: bosco in ripida pendenza a sud di Tortima. Dal cimbro Bisar-Ecke (che significano rispettivamente prato e riva, costa) a cui è stato aggiunto il suffisso -ar, che indica appartenenza. Quindi “la riva del prato” (tipico distinguo nel lessico cimbro).

PRUNDELE: prato con alcune pozze alimentate da una sorgente presso Bielli. Dal cimbro Prunde, “sorgente”, diminutivo in “-ele” (piccola sorgente).

RONCIA: campi abbandonati tra le contrade Tortima e Busa. Il toponimo è certamente molto antico e in latino sta ad indicare una zona disboscata mediante l’uso della roncola.

SCALETTA: monticello presso la contrada Bielli. Nome di incerta origine etimologica.

SETTE (STRADA DEI SETTE o DEL SETTE): nota ed antica mulattiera già presente durante il periodo in cui governava la Spettabile Reggenza dei Sette Comuni (donde probabilmente il nome), collegava Marostica con l’Altipiano. Secondo il Bonato, “una mal fondata tradizione vuol che la strada chiamata ab antico del Sette sia stata aperta dall’imperatore Massimiliano nella guerra del 1509 al fine di condurre per essa le artiglierie, ma è più probabile che sia stata fatta per comodo dei Sette Comuni, i quali nei secoli addietro concorrevano più frequentemente al mercato di Marostica che altrove, come anche per aver giustizia, essendo propriamente sotto quella Podesteria.” Secondo il Rizzolo, la strada esisteva probabilmente già in epoca romana. Trafficata per secoli (la provinciale “della Fratellanza” venne costruita solo nel 1916 durante la guerra), sempre secondo questo autore, per attenuarne la pendenza e rendere meno difficoltoso il trasporto delle merci, sarebbe stata modificata nel tratto più settentrionale con un percorso pieno di tornanti, a formare una sorta di sette, da qui il nome.
Nota: la Kriegskarte austriaca denominata “Das Herzogtum Venedig auf der Karte Antons von Zach” (“il Ducato di Venezia nella carta di Anton von Zach”) redatta tra il 1798 ed il 1805, per la nostra zona dall’Oberlieutenant (primo tenente) Nageldinger, così riporta: “inizia da Fontanelle una via nella valle che sale verso Tortima; essa viene chiamata la Strada Imperiale” (evidentemente in riferimento alla strada del Sette). Le mappe del catasto napoleonico del 1812 e del catasto austriaco del 1835 (basata sulla precedente) invece riportano la denominazione di “Strada comunale da S. Floriano a Fontanelle”, la carta del 1812 aggiunge “detta il Salizo”. Infine, una successiva mappa del catasto austriaco del 1843 indica come strada “del Sette” un percorso diverso dall’attuale, posizionato ad est della Valle dei Corvi (con partenza da contrada Erta ma arrivo sempre a Tortima): ora questo antico tracciato è caduto in disuso.

SPIAGGI: (dialettale Spiadi), declivio – un tempo erano presenti numerosi appezzamenti coltivati e resi meno erti con la creazione di moltissimi muretti a secco a formare altrettanti terrazzamenti – sottostante le contrade Tortima, Busa ed Alto. Dal veneto Spiado, “terrazzatura” oppure dal latino plagiu(m) che significa pendio (la “s” davanti al nome ha la funzione di accentuarne il significato in “pendio molto ripido”).

SPISSARECHE: colle presso contrà Alto. Dal bavarese e dal tirolese Piser, “pagliaio”, e dall’antico alto tedesco Ekka, “colle”, evidentemente quindi: “pagliaio presso il colle” oppure da un originario Spitzar-Ecke (in cimbro rispettivamente “cima o punta” e “colle o costa”) a cui è stato aggiunto il suffisso -ar a indicare appartenenza, quindi “la costa della cima”.

TÒRTIMA: dal cimbro e dall’antico alto tedesco Tor, “porta”, “valico”, “passaggio”, a causa della sua particolare posizione geografica. Il nome tuttavia potrebbe essere collegato anche alla divinità della mitologia norrena Thor, divinità scandinave da cui diverse località dei Sette Comuni traggono nome. Un’altra interpretazione può essere legata alla storpiatura del termine “tortila”, a sua volta derivante dalla parola “tortile” (a indicare una via tortuosa, tortile appunto, forse in riferimento alla strada del Sette). Il cartografo veneziano Antonio Zatta, in una mappa realizzata nel 1783 riporta la dicitura “La Tortena”.

TUMELERI: contrada vicino Tortima. Dal cimbro Stümmel, “boscaiolo”, ad indicare probabilmente il mestiere dei suoi abitanti, oppure dal termine Tümmeler che significava “chiassoso-rumoroso”,  forse a indicare un modo di fare di una persona o di un gruppo di persone. Nelle carte militari di inizio Novecento, si trova la doppia L (Tumelleri), forse a causa di un errore di stampa.

UCCHESE: casa isolata presso Bielli. Dal medio alto tedesco Uche, “rospo”, con probabile riferimento ai rospi di una pozza, ma molto più probabilmente da un originario Hau-Kese (Hau: terreno disboscato e Kese: formaggio, quindi ad indicare un terreno disboscato dove si è prodotto del formaggio).

ZANCHI: colle posto ad Est di Tortima. Dal cimbro Schank, “mancino”, forse ad indicare la caratteristica di qualche abitante della zona.

 


Bibliografia:

AAVV, Kriegskarte, 1798-1805 – Il Ducato di Venezia nella carta di Anton von Zach/Das Herzogtum Venedig auf der Karte Antons von Zach, Fondazione Benetton Studi Ricerche-Grafiche V. Bernardi (in collaborazione con Österreichisches Staatsarchiv Kriegsarchiv, Vienna), Treviso-Pieve di Soligo, 2005.

Modesto Bonato, Storia dei Sette Comuni e Contrade annesse, dalla loro origine sino alla caduta della Veneta Repubblica, Padova, 1857.

Dionigi Rizzolo, La toponomastica storica dei comuni di Lusiana e Conco, ed. Istituto di Cultura cimbra, Roana, 1988.

Dionigi Rizzolo, Conco, le sue contrade, gli abitanti entro l’antica comunità di Marostica, Attilio Fraccaro editore, Bassano del Grappa, 2011.

Mappa del 1783 realizzata dal cartografo Antonio Zatta ed intitolata “Il vicentino diviso nei suoi vicariati e podestarie di nuova projezione”; mappa del 1794 realizzata dal perito Giovanni Merlago e mappe del catasto napoleonico del 1812 ed austriaco del 1835.